Un’Eima splendente per un mercato depresso

Eventi 15/11/2016 -
Un’Eima splendente per un mercato depresso

La quarantaduesima edizione di Eima, che si è appena conclusa, passerà agli annali della manifestazione come quella più visitata in assoluto: 285 mila presenze, con un incremento del 21 per cento rispetto al 2014.

 

UN BAGNO DI FOLLA, CON TANTE PRESENZE STRANIERE

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Si tratta di un altro record che va ad aggiungersi a quello già detenuto dalla rassegna in termini di internazionalizzazione con 600 ditte espositrici, in rappresentanza di una cinquantina di Paesi, e 80 delegazioni ufficiali.

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Un primato ribadito per giunta, al termine della kermesse, dal rilevante numero di operatori esteri “autonomi” pari ad oltre 44 mila – con un incremento del 18 per cento rispetto alla precedente edizione – giunti da 140 Paesi.

 

VENDITE ANCORA IN CALO NEI PRIMI DIECI MESI DEL 2016

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Un’Eima splendente, dunque, anche in considerazione della gamma vastissima di tecnologie realizzate dalle 1.900 industrie espositrici presenti nei padiglioni della fiera, che è andata però a calarsi in un contesto di mercato fortemente depresso.

Le vendite di macchine agricole segnano, infatti, nei primi dieci mesi dell’anno una flessione che conferma il trend negativo che caratterizza il settore ormai da anni.

I dati sulle immatricolazioni – elaborati da FederUnacoma sulla base delle registrazioni fornite dal ministero dei Trasporti e diffusi a Bologna nella conferenza stampa che ha preceduto l’apertura di Eima International – indicano ad ottobre un calo per le trattrici dell’1,2 per cento rispetto allo stesso mese 2015, in ragione di appena 15.283 macchine immatricolate.

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Per le mietitrebbie il calo è di poco superiore al 2 per cento (329 macchine immatricolate), e una sostanziale stagnazione si registra per i rimorchi (+1% rispetto al dato dell’ottobre 2015 che comunque segnava un passivo del 4%), mentre le trattrici con pianale di carico (motoagricole) danno segnali di recupero registrando nei dieci mesi un incremento del 17,7 per cento (con un numero complessico di 678 macchine, comunque lontano dai livelli pre-crisi).

 

TRATTORI SOTTO LE 18MILA UNITÀ A FINE ANNO

Il bilancio di fine anno confermerà il trend negativo che ha caratterizzato le vendite nell’ultimo decennio, e che ha visto passare il numero di trattrici immatricolate dalle 30 mila del 2006 alle 18.400 dello scorso anno (-38% nel periodo considerato), facendo prevedere un totale a fine anno inferiore alle 18 mila unità.

 

LA CRISI DEL COMPARTO AGRICOLO

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Da sinistra: Palma Costi, assessore alle Attività produttive della Regione Emilia Romagna, Massimo Goldoni, presidente di FederUnacoma, Franco Boni, presidente di BolognaFiere.

 

«La drastica riduzione delle vendite dipende dalla crisi del settore agricolo – ha spiegato il presidente di FederUnacoma Massimo Goldoni – che vede un calo costante del numero di aziende in attività (-9% solo nel periodo 2010-2013) a causa della scarsa redditività delle produzioni e delle dimensioni aziendali troppo piccole per consentire economie di scala». «Tuttavia – ha fatto presente Goldoni – i presupposti per un miglioramento della situazione e quindi per una ripresa del mercato delle macchine agricole sono oggi migliori che nel passato».

 

LE ATTESE PER UN RILANCIO DEL SETTORE PRIMARIO

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Nella legge di bilancio 2017, varata dal Governo, sono previsti l’abolizione dell’Irpef agricola e un insieme di sgravi fiscali e decontribuzioni soprattutto per i giovani imprenditori. A sua volta il Piano Nazionale Industria 4.0, varato alla metà di settembre e volto a sostenere la digitalizzazione dei processi produttivi – è stato spiegato nel corso delle conferenza – avrà riflessi significativi anche sulla meccanizzazione contribuendo a diffondere i macchinari e i supporti per la cosiddetta agricoltura di precisione che attualmente in Italia viene applicata solo sull’1 per cento della Sau.

 

AL VIA IL BANDO ISI INAIL

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Una possibilità di rilancio è legata anche ai 45 milioni di euro che verranno erogati dall’Inail per l’acquisto di macchine agricole sicure ed eco-compatibili (il 10 novembre si è aperta ufficialmente la procedura di pre-registrazione delle domande di contributo).

 

DECRETO REVISIONE IN DIRITTURA D’ARRIVO

Senza trascurare gli effetti del decreto attuativo inerente la Revisione generale periodica delle macchine agricole ed operatrici ormai in dirittura di arrivo che però, come ha ribadito il presidente di FederUnacoma, «servirà non tanto a vendere macchine nuove quanto a togliere dal campo e dalla strada macchien che non sono più nelle condizioni di poter circolare».

 

PSR: UNA RISORSA DA SFRUTTARE MEGLIO

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Tuttavia, sono i Piani di Sviluppo Rurale a rappresentare la principale risorsa per la meccanizzazione. Le Regioni italiane, ha ricordato Goldoni, hanno destinato alla Misura 4 – quella che prevede il finanziamento anche per l’acquisto di macchine agricole – una quota pari a 5,4 miliardi di euro, che corrisponde al 29 per cento della dotazione finanziaria Psr complessiva assegnata al Paese.

Nel contesto europeo l’Italia è il Paese che nell’ambito del Psr destina in percentuale la quota più alta alla Misura 4, e ciò lascia prevedere che questa dotazione possa produrre nel periodo di esercizio 2014-2020 effetti positivi, sempre che il nostro Paese sia in grado di sfruttare questa opportunità con tempestività ed efficienza maggiori di quanto non sia stato negli anni passati.

 

LA RISTRUTTURAZIONE DEL QUARTIERE FIERISTICO

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Il prossimo appuntamento con Eima International è fissato per il 2018 e in quell’occasione la rassegna internazionale della meccanica agricola inizierà a presentarsi al pubblico con un nuovo volto grazie ai progressivi interventi, previsti da BolognaFiere, di ristrutturazione del quartiere fieristico.

Stando a quanto dichiarato dal presidente di BolognaFiere Franco Boni, la sigla del contratto con FederUnacoma, che dovrà ricevere formale approvazione da parte del cda dell’ente fieristico, è ormai alle battute finali.

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Il piano industriale prevede un iter molto preciso di revemping e razionalizzazione degli assetti attuali con un investimento nell’arco dei prossimi sei anni di 94-95 milioni di euro. Il primo step, a partire dalla prossima primavera, riguarderanno il parziale restyling del Palazzo dei Congressi e la demolizione-ricostruzione dei padiglioni 29 e 30.

 

© Barbara Mengozzi